La Voce del Rispetto

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Il mare calmo copre vastissime distese di terre, mentre gli uccelli nel cielo si librano in alto e si buttano in picchiata verso l'acqua limpida e…
Sotto quel liquido salato risalgono e via verso il cielo azzurro con una preda nel loro becco: un pesce. Poco è bastato per rendere tutto così scuro;
le nuvole si erano già poste su di loro come dei guerrieri e i loro scudi.
Vento ora e mare mosso e non si riconoscono più i colori se non il grigiore che le nuvole hanno provocato. Gli uccelli volan bassi e faticano molto per sostenere la furia della natura improvvisamente piombata sulle loro ali. Ma una cosa strana accade perché dalle profondità marine emerge un uomo nudo, aiutato nella sua salita da un fortissimo vortice d'acqua, che invece di portarlo in basso lo innalza, ponendolo a un paio di metri dalle onde gigantesche
che ormai facevano orchestra. La bellezza dell'uomo uscito dal mare non è descrivibile, gli stessi uccelli, scettici o forse attirati da qualcosa di magico, gli stavano attorno senza mostrarsi spaventati, anzi! Era una scultura vivente, dalle perfette proporzioni, nella sua irreale bellezza continuava a sollevarsi dal mare con l'aiuto dell'acqua.
Con il braccio destro dritto pose il suo indice, e in quel semplice gesto si vedevano ancor meglio le sue fattezze spettacolari, sembrava un Dio greco, e certamente tanto di più, perché in questa terra nulla di così perfetto esiste.
Un piccolo spiraglio dalle nuvole dove giunge un debole raggio di sole che sbatte proprio sul corpo dell'uomo dell'acqua, poi aumenta in progressione e quel raggio diventa quasi accecante, investendogli tutto il suo bel corpo nudo. E' troppo arduo cercare di scrivere come quest'uomo era fatto, forse se penso che si tratti di un sogno? Non credo, io sono presente: vede e sento tutto. La percezione è tanto reale! Dunque esiste. Si avvicina a me, circondato da uccelli in festa e mare agitato, con quel
raggio di sole che lo scalda. Indicava me? Mi porge la sua mano e io contraccambio senza pensare dandogli la mia. Appena la toccai provai una sensazione di beatitudine, e mentre continuavo a pensare come fossi in estasi, mi accorsi poi che l'uomo mi stava portando nello stesso punto dove lo vidi affiorare dal mare. Rimasi completamente per tutto il tempo senza dire una parola. Giunti sullo stesso punto dove lui era emerso, successe che il tempo ebbe un altro cambiamento: pian piano le nuvole di diradavano e il vento diminuiva la sua furia fino a giungere alla completa calma, senza vento e il mare piatto senza onde, dove il sole bagnava con i suoi raggi ora tutto il mare creando dei fantastici riflessi. Quando mi accorsi di essere sotto il mare era ormai troppo tardi eppure riuscivo a respirare, perché lì i riflessi erano di una bellezza sbalorditiva… Rimanemmo io e lui sotto l'acqua per non so quanto tempo e nemmeno a quali profondità. Ammiravo lui perché mi guardava il viso e sorrideva con grazia mai vista prima d'ora. Continuando il viaggio sottomarino ammirai i resti di città antiche dove gli abitanti dei mari ne avevano fatto la loro dimora; e quante barche e navi romane, greche e etrusche … E splendidi coralli e vegetazione che si muoveva lenta con i pesci e il loro cromatismo rendevano tutto fantastico. Ebbi quasi la sensazione di essere preso e abbracciato… ma era vero! L'uomo uscito dal mare mi abbracciava. Impressionante le musiche che potevo percepire pur essendo in quei luoghi, e il suo abbraccio che non capivo Perché proprio io? Chiusi gli occhi per assaporare quella musica e mi addormentai sulle braccia di lui…Quando mi risvegliai scoprii di trovarmi in una spiaggia deserta, e ero completamente asciutto pur essendo nudo: il mio corpo era adagiato fra il bagnasciuga e l'acqua. Mi alzai e ripresi a riammirare l'immensità del mare e della terra che tutt'intorno mi stava. Chinando lo sguardo vidi una conchiglia e la presi, era molto bella e grande. La posi vicino all'orecchio e… risentii tutto quello che mi fece percepire l'uomo uscito dall'acqua. Così rimasi, voltando le spalle al mare continuai a camminare lungo la spiaggia infinita, dimenticando tutto escluso quel sogno o realtà che avevo gustato. Mi voltai senza un perché verso il mare e allora capii: dall'acqua calma, poco distante dalla riva spuntò una mano, era lui, da me si stava congedando dandomi l'addio!

Morris

Turin, 29 febbraio ’00
 

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