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Giornata storica.
Sì definitivo del
governo spagnolo alla legge
che apre completamente agli
omosessuali l'istituto del matrimonio.
Tra pochi giorni la legge
sarà in vigore.
Viva Zapatero! |
"MADRID"
«Non siamo il primo paese» ad
adottare una legge simile, aveva detto prima del voto il capo del
governo spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, «e sono certo che
non saremo l'ultimo». Quasi un augurio per l'Italia...
E Zapatero
ha mantenuto fede alla parola data portando stamattina
all'approvazione definitiva la legge che
modifica il Codice civile
dando il diritto a sposarsi e adottare dei figli anche agli
omosessuali.
Nel Congresso dei deputati (350 seggi) 187 sono stati
i voti a favore, 147 i contrari, 4 le astensioni;
il resto dei
deputati non era presente. Nella seduta di oggi la legge ha
raccolto quattro voti favorevoli in più rispetto alla prima
lettura al Congreso: contro hanno votato il Partido Popular e
parte dei deputati nazionalisti catalani della cattolica CiU.
Eccezione di rilievo, la deputata "popular" Celia Villalobos che
ha (come del resto nello scrutinio precedente) votato a favore
chiedendo al suo partito un ritorno a delle posizioni più di
"centro": per tutta risposta, è stata sonoramente fischiata dai
suoi compagni.
La Spagna è così il quarto paese al
mondo a legalizzare i matrimoni gay dopo Olanda, Belgio e
Canada (dove però il provvedimento aspetta la ratifica formale del
Senato).
La settimana scorsa il Senato, dove i
conservatori del Partito Popolare hanno la maggioranza con
l'appoggio
dei conservatori catalani, aveva posto il veto sul
provvedimento, ma il suo ruolo è consultivo e i voti della Camera
dei deputati possono cancellare le indicazioni senatoriali.
All'annuncio dei risultati,
attivisti gay e lesbiche dal settore degli spettatori hanno
applaudito lanciando baci ai deputati. I primi matrimoni potranno
aver luogo dopo la pubblicazione della legge nella gazzetta
ufficiale, attesa entro una quindicina di giorni.
I contenuti della legge
La legge modifica l'articolo 44 del Codice civile, il cui testo
recitava fino ad oggi: "L'uomo e la donna hanno diritto
di
contrarre matrimonio conformemente alle disposizioni di questo
codice". Si aggiunge ora un'altra singola frase:
"Il matrimonio
avrà i medesimi requisiti ed effetti, che i due contraenti siano
dello stesso sesso o di sesso diverso".
L'articolo com'era fino ad oggi infatti non precisava che l'uomo
dovesse sposarsi 'con' una donna e la donna 'con'
un uomo. Con lo
stesso ragionamento, osserva oggi El Pais, si difende la
costituzionalità della legge: l'articolo 32 della Costituzione
infatti recita che "l'uomo e la donna hanno diritto di contrarre
matrimonio con piena parità giuridica" senza specificare che
devono farlo l'uno con l'altra.
La nuova legge modifica poi altri 16 articoli del Codice civile
limitandosi però ad adeguare il linguaggio: invece di 'marito,
moglie, padre, madre' si dice 'coniuge' o 'genitore'. Per evitare
contestazioni una disposizione aggiuntiva afferma: "Le
disposizioni legali contenenti qualunque riferimento al matrimonio
si intendono applicabili indipendentemente dal sesso dei
contraenti".
Senza che sia necessario esplicitarlo, le modifiche consentono l'adozione
congiunta da parte delle coppie gay, o la co-adozione, cioè
l'adozione da parte del coniuge della madre o del padre di un
bambino (opportunità questa che è nei fatti la più concreta per le
coppie omosessuali, soprattutto lesbiche; se una delle partner ha
avuto un figlio, per vie naturali o per inseminazione artificiale,
l'altra non poteva fino ad oggi avere alcun diritto legale sul
bambino).
L'adozione congiunta del resto risulterà un percorso quasi
impossibile per le coppie gay spagnole: i paesi da cui proviene la
grandissima maggioranza dei bambini adottati non permettono
l'affidamento ad omosessuali.
Partono le proteste
Il Foro delle Famiglie spagnole ha risposto all'approvazione della
legge che consente i matrimoni e le adozioni agli omosessuali,
invitando tutti i cittadini e le famiglie a scendere in piazza per
una protesta massiccia.
La manifestazione partirà questo
pomeriggio, alle 14, a Madrid, dalla Porta del Sol, nel cuore
della capitale spagnola. Contemporaneamente, la protesta si
svolgerà in altre città della Spagna.
Lo rende noto la stessa
organizzazione spagnola che raccoglie centinaia di associazioni a
difesa della famiglia.
Il Foro delle Famiglie aveva già organizzato una manifestazione contro la
legge zapateriana che prevede l'equiparazione delle nozze gay ai
matrimoni civili, a Madrid, lo scorso 18 giugno, a cui avevano
partecipato quasi mezzo milione di persone, fra cui anche
cardinali e vescovi spagnoli.
Tratto da: it.gay.com
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