WEEKLY BLOG NEWS: dal 27 Novembre al 3 Dicembre 2006.
(Aggiornamento settimanale)
________________
NOTA: nasce la sezione "Blog-News Papa Boys!? Ajo'!!!", dedicata agli eventi
riguardanti il mondo internauta, le segnalazioni degli Amici Bloggers e non che
secondo noi hanno colpito la nostra attenzione. AVVERTENZE! Il portale GayGuy.it
(il nome dice tutto ma chi non comprende meglio chiarire subito :-), tratta
tematiche principalmente legate al mondo Omosessuale, GLBT, inoltre è
STRETTAMENTE ANTICLERICALE! NO OMOFOBIA, NO RAZZISMO, NO PORNOGRAFIA! Aderisce e
collabora con il Weblog dell'Amico Hereticus (Clerofobia,
http://www.bloggers.it/Hereticus/), condivide e aderisce all'UAAR 'Unione degli
Atei e degli Agnostici Razionalisti' (http://www.uaar.it/). Questa premessa
per evitare equivoci.
________________
Nella prima parte trattiamo il post del Blogger Hereticus / M.G. BRUZZONE,
"Finalmente la Rai dice no ai bigotti"
________________
Nella seconda parte trattiamo il post del Blogger 'La Voce Della Luna', "Origami
d’attacco".
________________
Nella terza parte trattiamo il post del Blogger Falstaff, "Dalla Chiesa un
dossier sul preservativo".
________________
Nella quarta parte trattiamo il post del Blogger Pennarossa ".. e ora rilanciamo
i PACS".
________________
Nella quinta parte trattiamo il post del Blogger Loreanne "25 NOVEMBRE: GIORNATA
INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE"
________________
Nella sesta parte trattiamo il post del Blogger QUERELLE(S) (Gabriele):
Aggredito in pieno centro a Madrid
(1° Post)________________
Morris, l'autore di questa iniziativa :-) mette subito in EVIDENZA IL PRIMO (1°
Post) ARTICOLO DI HERETICUS (http://www.bloggers.it/Hereticus/) ...
Faccio una domandina ai cattolici che leggono questo blog. Lino Banfi, dopo aver
scoperto l' omosessualità della figlia ed il suo matrimonio gay, accetta la
situazione, facendo prevalere il suo amore paterno. Ora poniamo che la cosa
accada nella realtà. (conosco un paio di persone che hanno le figlie lesbiche
anche se non sposate con le compagne). Secondo voi che cosa dovrebbe fare un
genitore dinnanzi a una scoperta del genere? Rinnegare la propria figlia,
diseredarla e maledirla per 7 generazioni? Siate sinceri. Ricordate la parabola
dell'adultera? Cristo salva la peccatrice dimostrando che l'amore deve prevalere
sull'odio e sui preconcetti. Banfi non fa altro che applicare alla lettera il
vangelo. I figli non si gettano nel cestino come carta straccia, soprattutto per
"peccati" di tipo sessuale che, se consumati tra adulti consenzienti, sono
peccati che non danneggiano nessuno, tanto meno la società. Bene ha fatto Rai 1
che sinceramente mi sorprende, a rifiutare la sospensione dello sceneggiato.
“Spegnete Lino Banfi e le sue lesbiche in tv”
Cultura Cattolica: «Fermatela» Ma la Rai: «Siamo un’azienda laica, il pubblico
capirà»
ROMA
Ma davvero Lino Banfi si è prestato a un’operazione di marketing culturale?
Davvero Nonno Libero, dopo aver sdoganato la famiglia allargata adesso vorrebbe
far passare come una cosa «normale» il matrimonio fra due lesbiche? La fiction
Il padre delle spose era appena stata annunciata che già il sito
Culturacattolica.it aveva già dato il via al battage «contro». Una polemica
andata avanti per tutta la giornata di ieri, con l’intenzione di sabotarne la
trasmissione. Tentativo fallito. Il film, che narra la storia di un anziano
signore pugliese di solidi principi che dopo anni ritrova la figlia e scopre che
non solo è lesbica ma a Barcellona ha sposato un’altra donna madre naturale di
un bambino, se ne scandalizza molto ma alla fine lascia prevalere l’amore
filiale e l’accoglie, è andato regolarmente in onda ieri sera. In prima serata.
«Una propaganda fuorviante» la bolla per primo Carlo Giovanardi, Udc, che
ammette di non aver visto il film, eppure tuona: «I rapporti omosessuali sono
una realtà, però se passa l’idea che il matrimonio omosessuale, che è una
parodia del matrimonio, rappresenta la normalità, allora passa un’idea
devastante che mette a rischio il futuro della nostra società». «Giovanardi dice
delle sciocchezze, io il film l’ho visto, è una pellicola garbata e delicata che
mostra una realtà, quella del matrimonio e dei pacs, che esiste in diciassette
paesi europei su venticinque. Giovanardi non può far finta che non esista», gli
risponde a ruota il collega, Ds e presidente onorario dell’Arcigay, Franco
Grillini.
Dal fronte cattolico Paola Binetti, «teo-dem» della Margherita, trova «altamente
inopportuna» una trasmissione «che tocca un problema su cui ancora non si è
discusso adeguatamente ma che tutti sappiamo essere un tema incandescente
nell’opinione pubblica». E giudica «ancora più grave» che a interpretare la
storia sia Banfi, «considerato il nonno degli italiani». «Un professionista di
grande sensibilità al quale piace aiutare a far capire le vicende umane», lo
difende la ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, che definisce
la fiction «un atto di amore e rispetto verso le persone». Cosa curiosa, per una
volta in Rai sono tutti d’accordo col resposabile Fiction Agostino Saccà,
«irremovibile» sul mandare in onda il programma: dal consigliere dl Rizzo Nervo
(«Non ci sono temi che la Rai non può trattare, il problema è come li si
tratta»), al forzista Urbani («Nessun tabù») alla leghista Bianchi Clerici, che
fa notare come la fiction sia stata comunque prodotta negli anni scorsi, «non da
questo cda». A dispiacersi per le polemiche alla fine è soprattutto lui, Nonno
Libero, che si rivolge ai politici: «Vi prego di vedere il film e di discutere
con calma e ragionevolezza solo dopo».
(2° Post)________________
Tratto dal Blog di La voce della Luna (http://www.bloggers.it/lavocedellaluna/)
"Origami d’attacco"
Nel suo viaggio in Asia Giorgino Bush ha ribadito ancora una volta la
pericolosità della Corea del Nord auspicando la cessazione di ogni programma
nucleare del regime di Kim Jong-il e il rispetto della risoluzione Onu 1718,
pena “forti ritorsioni” non meglio specificate. Visto che la Corea del Nord fa
parte dell’asse del male comunque non credo si tratterà di un lancio di
cioccolatini su Pyongyang. Corea, l’altro cattivone che insieme all’Iran vuole
sviluppare una tecnologia nucleare per distruggere il mondo civile e rifiuta la
democrazia come fosse la peggiore forma di governo possibile. Brutto vizio
quello degli Stati Uniti. Accusare la gente di possedere armi che non ha voglio
dire, e scatenarvi dietro i propri analisti nonché i propri media in modo tale
da giustificarne un futuro attacco: liberi confronti ammessi con l’Iraq. Peccato
– e per fortuna – che a tutt’oggi, nonostante l’esperimento avvenuto qualche
settimana fa, la Corea è ben lontana dalla produzione di missili nucleari.
Nemmeno per atto di rappresaglia. La Corea del Nord possiede invece un esercito
di un milione e duecentomila uomini, mezzi moderni, centomila soldati ben
addestrati nelle unità speciali e uno degli arsenali chimici e biologici più
potenti del mondo: otto strutture industriali attive e produttive che realizzano
agenti chimici da poter utilizzare in caso di guerra nonché vaste riserve di
antrace, colera e peste da spedire in punta di bomba come gradito presente ai
propri avversari.
Eppure ci preoccupiamo della minaccia nucleare coreana. Quello che fingono di
non capire gli americani è che la smania di Pyongyang di mostrare al mondo la
sua potenza militare è in realtà un segno di debolezza. Se Kim Jong-il gonfia il
petto è solo perché si rende conto di quanto sia fragile il suo regime e di come
la Cina sia sempre più interessata alla posizione geografica del suo paese,
soprattutto agli sbocchi sul mare vicino alla Russia. Uno dei principali
obiettivi di Kim Jong-il è pertanto quello di costringere gli Stati Uniti a
trattare direttamente con lui senza mediazione dei paesi confinanti: se riesce a
sembrare più forte di quanto non sia in realtà riuscirà a rafforzare la sua
posizione nei confronti della Cina e a conservare ancora per un poco il suo
potere.
D’altro canto gli Stati Uniti, che vista la scusa irachena non dovrebbero
attendere un secondo per attaccare un paese come la Corea del Nord del quale si
è ampiamente provata la capacità di produrre e conservare armi di distruzioni di
massa, hanno accolto come grazia insperata un casus belli da poter usare
sfruttando un possibile avallo Onu per le loro azioni. Così Kim Jong-il
salverebbe la faccia nonché il culetto ottenendo delle garanzie in funzione
anti-cinese e gli Stati Uniti fingerebbero di risolvere con la diplomazia quello
che altrimenti (non) avrebbero risolto con un attacco militare. Tutti contenti,
a parte la Cina. Che con la sua insaziabile fame di risorse e la
spregiudicatezza dei suoi governanti potrebbe essere la causa di molte crisi
politiche dei prossimi anni. Non a caso anche il mite Giappone ha dato il via ad
un processo di riarmo considerando l’ipotesi inquietante di una tecnologia
atomica ad uso militare: una bomba atomica anche per loro insomma, per i figli
ed i nipoti di Hiroshima e Nagasaki.
Logica vorrebbe infine che se gli Stati Uniti sono intervenuti in Iraq per
sbarazzarsi del regime di Saddam, facessero lo stesso con la dittatura di Kim
Jong-il e del suo clan familiare. E se gli Stati Uniti avessero tutto
l’interesse per mantenere divise le due Coree? La Corea del Sud è un paese forte
e una riunificazione avrebbe l’effetto di indebolire l’intera penisola coreana
dando la possibilità alla Cina di approfittarne destabilizzando così l’intera
regione e coinvolgendo di fatto gli Stati Uniti in una nuova guerra suicida.
Mentre con due paesi distinti e separati si può cercare di mantenere uno strano
equilibrio fatto di minacce, giochi di potere e blocchi di forza che finora ha
dato stabilità artificiale e un po’ di respiro politico alla regione.
Sempre che Kim Jong-il non decida di giocare al piccolo kamikaze, chiaramente.
(3° Post)________________
Tratto dal Blog di Falstaff (http://blog.mrwebmaster.it/falstaffblog/)
"Dalla Chiesa un dossier sul preservativo"
Il "ministero" vaticano della Salute ha ultimato uno studio con le indicazioni
sull'uso del condom, ora al vaglio del Sant'Uffizio
CITTÀ DEL VATICANO - E' pronto il «manuale» della Chiesa con le indicazioni
sull'uso del preservativo. Non è ancora certo se e quando il documento verrà
pubblicato - e tanto meno se esso confermerà il «no» al profilattico o se
introdurrà qualche elemento di permissività (all'interno di una coppia di
coniugi, di cui uno sieropositivo), ma è ormai sicuro che il Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute ha terminato il suo studio scientifico e
teologico-morale sull'utilizzo del condom. Lo ha annunciato il presidente del
dicastero vaticano, cardinale Javier Lozano Barragan, durante la conferenza
stampa per presentare la conferenza internazionale sugli «Aspetti pastorali
della cura delle malattie infettive».
SCIENZIATI E TEOLOGI - Il dossier del «ministero» vaticano della sanità,
realizzato su indicazione di Benedetto XVI e redatto con l'ausilio sia di
scienziati che di teologi, è stato inoltrato per competenza alla Congregazione
della Dottrina della Fede, l'ex Sant'Uffizio. «Il nostro dicastero non ha
competenze dottrinali, ma solo pastorali», ha spiegato Barragan. Il tema
dell'uso del preservativo, in particolare in relazione alla prevenzione del
contagio da Aids, «è un punto che preoccupa molto Benedetto XVI - ha
sottolineato il cardinale -. Lui mi ha chiesto di condurre su tale tema un
dialogo con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Seguendo il suo
desiderio, abbiamo compiuto uno studio accurato sul preservativo tanto dal punto
di vista scientifico quanto dal punto di vista morale, e abbiamo consegnato il
nostro studio - più di cento pagine, anzi quasi 200 - alla Dottrina per la Fede,
che lo sta esaminando. E speriamo che il Santo Padre dica quello che sia più
conveniente su questo argomento».
FUNZIONE ANTI-AIDS - Se poi la Chiesa debba dare effettivamente una risposta, e
come debba essere tale risposta, Barragan ha detto di non saperlo. «Penso - ha
però avvertito - che nessuna risposta della Chiesa debba essere tale da favorire
il libertinaggio sessuale. Questo lo dobbiamo sapere chiaramente». Inquietanti,
ancora oggi, le cifre sulla diffusione del virus Hiv nel mondo, con 40 milioni
di persone infettate, 8.000 morti al giorno e un trend tutt'altro che in
diminuzione: tanto che anche recentemente autorevoli uomini di Chiesa - si pensi
ai cardinali Carlo Maria Martini, il belga Godfried Danneels, lo svizzero
Georges Cottier, ex teologo della Casa Pontificia, l'inglese Cormac Murphy
ÒConnor o il vescovo sudafricano Kevin Dowling - hanno guardato all'uso del
condom come al «male minore», se esso impedisce il contagio mortale dell'Hiv,
fermo restando che per la Chiesa la via migliore rimane la castità. PRECEDENTI
APERTURE - Per sostenere che l'uso del condom può non rappresentare un peccato,
Martini aveva affermato nell'aprile scorso in un articolo sull'Espresso che «lo
sposo affetto dall'Aids è obbligato a proteggere l'altro partner e questi pure
deve potersi proteggere». Due mesi prima Danneels, altra voce dialogante in tema
di morale sessuale, aveva spiegato che «se permette la protezione della vita il
preservativo non ha un rilievo solo sessuale. Se un uomo malato di Aids obbliga
una donna ad avere relazioni sessuali, lei deve poter imporre il preservativo,
altrimenti si aggiunge un altro peccato, l'omicidio». «Nella parte scientifica
dello studio siamo stati esaustivi - ha spiegato oggi Barragan - e i dati sono
di grandissima qualità. Per quanto riguarda poi l'aspetto teologico-morale
abbiamo un arcobaleno enorme di posizioni, da quelle più rigorose ad altre più
comprensive». Come propria opinione personale, il cardinale Barragan ha voluto
ricordare il punto 30 dell'esortazione apostolica «Familiaris consortio»,
emanata da Giovanni Paolo II nel novembre 1981: «Dice - ha spiegato - che ogni
atto coniugale deve essere aperto alla vita. E come dicevano i miei maestri
antichi, "intelligenti pauca", a buon intenditor poche parole».
(4° Post)________________
Tratto dal Blog di Pennarossa (http://pennarossa.splinder.com/)
".. e ora rilanciamo i PACS"
Lino Banfi non sarà certo un rivoluzionario, e Raiuno non può essere diventata
improvvisamente una rete innovativa. Però è innegabile che il film “Il padre
delle spose” ha avuto il grosso merito di riaprire un dibattito che sembrava
dimenticato e – aspetto non trascurabile – ha portato molte persone generalmente
prevenute sui diritti degli omosessuali a rivedere le loro posizioni.
Passati i commenti “a caldo”, ci sono dei dati oggettivi che vogliamo
approfondire con voi per definire cosa si può fare nell’era post “Il padre delle
spose”. Il film è stato visto da oltre 7 milioni di persone con uno share del
26,7% superando tra l’altro ampiamente la programmazione Mediaset (nonostante
l'annunciatrice Rai prima della messa in onda abbia consigliato, considerato il
tema trattato, la visione da parte dei minori solo con la presenza di adulti).
:-(
Anche i primi dati sul “gradimento” segnano valori decisamente positivi, segno
che il tema non ha “disturbato” – come alcuni ambienti cattolici temevano – i
telespettatori. Dal punto di vista della blogosfera, la campagna per la difesa
della fiction ha avuto un successo inaspettato e a nostro avviso significativo.
93 blog hanno rilanciato l’iniziativa, attraverso un tam tam collettivo che ha
visto tutti i bloggers sullo stesso piano e in prima fila impegnarsi per la sua
riuscita. Più di 15.000 le pagine viste sul nostro blog e più di 650 commenti.
La dimostrazione che i bloggers possono essere coordinati e compatti nelle
occasioni importanti dove, con estrema rapidità, si reagisce agli avvenimenti
della attualità politica con la tecnica e la modalità di una vera e propria
"guerriglia pacifica e nonviolenta" del web. “Insieme e dal basso”; “autonomi ma
uniti”, rappresentano un valore da coltivare e da non dimenticare.
E ora? Cosa fare sullo slancio di questo successo e del dibattito che sta
continuando anche sui più importanti media? L’impressione che abbiamo è che gli
italiani sulle tematiche dei diritti civili siano molto più avanti rispetto ai
politici che li rappresentano e che hanno la responsabilità di legiferare in
materia. Noi vorremmo lanciarvi alcune proposte che abbiamo estrapolato dai
suggerimenti che ci avete inviato.
Li sottoponiamo all’attenzione ed al parere di tutti voi, che così
appassionatamente ci avete seguiti in questi giorni per agire, eventualmente,
dopo il vostro riscontro.
1) Una proposta potrebbe essere quella organizzare, come blogosfera politica, un
“tavolo di lavoro propositivo”, dove non ci sia solo un dibattito ma si
concretizzino delle proposte concrete (ad es.: un disegno di legge che riguardi
i diritti delle coppie di fatto, degli omosessuali, ecc.). A questo tavolo
dovrebbero essere invitate le personalità politiche maggiormente attive e
sensibili al tema. La differenza rispetto ad altri convegni / dibattiti che si
stanno organizzando in questi giorni è che questo “tavolo”, oltre ad avere la
visibilità e l’interattività con la blogosfera (potremmo dare cronaca dei
“lavori in corso”) avrebbe successivamente l’appoggio dei bloggers e
l’organizzazione di una campagna per la presentazione in Parlamento delle
proposte di legge.
2) Spartaus ci ha proposto, per l’immediato, di buttare giù una
petizione/appello da inviare: alla presidenza del consiglio e ai presidenti di
Camere e Senato affinché venga messo all'o.d.g. l'approvazione di un disegno di
legge sui diritti civili (unioni di fatto, ecc).
3) Si potrebbe altresì, sull’onda del successo televisivo di Banfi, preparare
una lettera collettiva da inviare a RAI e Mediaset, per proporre quanto prima al
grande pubblico “I segreti di Brokeback Mountain”. ;-)
Che ne dite? Lasciate nei commenti le vostre considerazioni e proposte.
(5° Post)________________
Tratto dal Blog di Loreanne (http://giramundo.splinder.com/)
"25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE"
Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza
contro le donne" secondo quanto deciso dall'Onu. Ancora una volta le donne
scendono in piazza, in varie forme e modalità in tutta Italia, per riprendersi i
loro spazi, per affermare le loro idee. A Milano l’assemblea di Usciamo dal
Silenzio, promuove una manifestazione dalle 20.30 alla Stazione Centrale dal
titolo "Usciamo…la notte", una serata di festa, di lotta, di socialità, di
musica e di teatro invitando le donne ad uscire dalle case per riprendersi la
notte, la vita, la città. TUTTO SULLA MANIFESTAZIONE DEL 25 NOVEMBRE!!
(http://www.usciamodalsilenzio.org/usciamo-la-notte.php)
E ANCORA: Arcilesbica ed Arcigay hanno indetto a Brescia, alle 15 in Piazza
della Loggia, "Diverse da chi?", una manifestazione in solidarietà con le
ragazze lesbiche di Mazzano, che hanno subito diversi episodi di intimidazione.
Le due iniziative, come è accaduto il 14 gennaio 2006, sono legate da un ponte
ideale, perché la violenza contro le donne si esprime aggredendo i corpi e le
soggettività, i differenti orientamenti sessuali, le identità di genere,
l’autonomia e la specificità dei vissuti quotidiani. L’azione comune dei
moviimenti, che si è sviluppata in questo anno con diversi momenti pubblici,
iniziative, manifestazioni per denunciare violenze e soprusi, proseguirà nel
tempo, perché la violenza, il machismo, la misoginia, si combattono con una
forte presenza sociale e un grande impegno culturale e politico. Usciamo dal
Silenzio, Arcilesbica, Arcigay, invitano, quindi, tutte le donne, le
associazioni, i gruppi, le espressioni civili della società a aderire e
partecipare alle due iniziative.
da: www.usciamodalsilenzio.org
GRAZIE alla carissima: floreana2 (http://floreana2.splinder.com/) per la
segnalazione…
(6° Post)________________
Tratto dal Blog di QUERELLE(S) (http://querelles.blogspot.com/)
"Aggredito in pieno centro a Madrid"
Contusioni multiple, ferite per arma da taglio sulla testa e il volto, vari
punti a un orecchio, perdita temporanea della memoria e un bernoccolo nel punto
dove la bottiglia di whisky lo ha colpito. Sono le conseguenze di un attacco
omofobo occorso venerdì scorso, nel pieno centro di Madrid, a José Ignacio
Pichardo, gay di 35 anni, colpevole di essersi retto al braccio del compagno
mentre scendeva le scale all’ingresso della stazione del metro Príncipe Pío,
vicino al Palazzo Reale. La coppia era da poco uscita dal cinema quando
improvvisamente tre ragazzi le si sono parati davanti, con l’aria di non gradire
la vicinanza tra i due uomini – causata, peraltro, da un problema al tallone di
cui soffre José. Prima li hanno insultati la grido di “froci, pagliacci!”, poi
si sono gettati su José, malmenandolo. Solo quando il suo compagno ha estratto
dallo zainetto il cellulare per chiamare la polizia, i tre si sono dati alla
fuga.
José ha dichiarato ieri che i suoi aggressori non erano “né immigrati, né
zingari, né skinhead, né appartenenti ad alcuna minoranza; che nessuno si sogni
di giustificare l’attacco in questo modo. Se vogliono trovare il colpevole” – ha
aggiunto lucidissimo – “pensino a quelli che, con i loro messaggi, provocano
l’omofobia, come la Chiesa cattolica o il Partido Popular [la destra di Aznar,
n.d.r.]”.
Quella di José – il quale, tra l’altro, è volontario all’associazione glbt COGAM
e ha pubblicato un’inchiesta sull’omofobia nel sistema educativo – è solo
l’ultima di una serie di aggressioni contro gay, lesbiche e trans spagnoli e
spagnole. Come ricorda giustamente un comunicato della Federacion Estatal de
Lesbianas, Gays, Transexuales y bisexuales (FELGT), “non basta legiferare per
mettere fine a una discriminazione che dura da secoli: bisogna educare le
coscienze. Bisogna insegnare il rispetto delle diversità ai futuri cittadini e
alle future cittadine. Bisogna indicare nella differenza un valore positivo e
non qualcosa da temere o odiare”. E chi pensa che l'istituzione del matrimonio
risolva di colpo tutti i problemi legati all’omofobia, è purtroppo servito.
Fonti: El Mundo (http://www.elmundo.es/elmundo/2006/11/20/madrid/1164050574.html),
El País (http://www.elpais.com/articulo/sociedad/botellazo/maricon/elpepusoc/20061121elpepisoc_9/Tes),
FELGT (http://www.felgt.org/webportal).
________________
AGGIORNAMENTO 'BLOG-NEWS GayGuy.it' ENTRO IL 1 OTTOBRE
2010...