(i grandi mistificatori)
12/10/2006
La sfrontataggine della Chiesa
Autore: Hereticus/Luigi Castaldi

CAPOLAVORO DI
IPOCRISIA!
da Toscana
oggi:
La Sala Stampa Vaticana ha diffuso il
testo definitivo della lectio magisterialis
pronunciata da Benedetto XVI nell'Aula Magna dell'Università di Ratisbona lo
scorso 12 settembre.
Le modifiche erano previste
ancor prima che
scoppiassero le
polemiche nel mondo islamico a proposito della citazione di Manuele
II Paleologo sull'Islam, tanto è vero che fin dall'inizio il testo era stato
pubblicato con una avvertenza, appunto, sulla versione definitiva.
http://www.toscanaoggi.it/news.asp?IDNews=7966&IDCategoria=1
Incredibile! Il
papa aveva preparato un discorso provvisorio!!!.
Come si fa dal dentista: "Per ora le metto su questo bel ponte
provvisorio. Tra 10 giorni sarà pronto quello definitivo".
Il papa , in un'aula universitaria della sua Germania, teologo e
docente dice:
"Cari fratelli oggi vi leggo un documento provvisorio. Ovvio che
poi dovrà essere modificato"
Ma ci volete proprio prendere per idioti vero?
Luigi Castaldi analizza punto per punto l'evoluzione del documento
incriminato in un articolo intitolato:
Capolavoro d'ipocrisia
http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=72348&numero=4277&title=NOTIZIE%20RADICALI
[In due o tre occasioni ho proposto di “leggere l’ipocrisia”, invece di
liquidarla con un giudizio morale. Se si tratta della “simulazione della
virtù”, in essa – nella sua costruzione retorica – possono essere
riconosciute un modo e un fine? In altri termini: si possono “leggere”
tattica e strategia della “parola ipocrita”? Io ritengo che si possa. Non ho
un “pollice linguistico” tanto fine per osare la formulazione di una “teoria
generale della parola ipocrita”, mi limito all’analisi di “costruzioni
ipocrite” in cui m’imbatto occasionalmente. Ma devo essere onesto: attingo
con costanza alle fonti che tradizionalmente sono assai generose
nell’elargire la “parola ipocrita”, e cioè alle fonti del potere che si
legittima attraverso le virtù che simula. Da ciò la mia predilezione per i
testi ufficiali della Chiesa cattolica, la più formidabile fabbrica di
ipocrisia della storia universale. Ma, prima di passare all’analisi di una
delle sue più recenti “costruzioni ipocrite”, una precisazione che ci
consentirà, in coda, di dare un profilo politico (in senso lato) alla
strategia che si serve della tattica retorica qui presa in oggetto: affinché
la “simulazione della virtù” sia adeguata a legittimare un potere occorre
che l’atto della simulazione sia riconoscibile – in qualche modo – come
rappresentazione stessa del potere.]
Le note alla lectio magistralis tenuta a Regensburg da Benedetto XVI, il 12
settembre, sono da alcune ore a disposizione di chi vuole; il testo è
corretto in alcuni punti. Prenderemo in considerazione solo un passaggio,
quello che ha provocato l’incandescente polemica internazionale che si
“simula” di voler ricomporre con la nota [3] e con la rettifica del brano
cui è appuntata.
Nella versione originale (in grassetto il passo rettificato):
“Naturalmente, l’imperatore [Manuele II Paleologo] conosceva anche le
disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la
guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di
trattamento tra coloro che possiedono il ‘Libro’ e gli ‘increduli’, egli, in
modo sorprendentemente brusco che ci stupisce, si rivolge al suo
interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra
religione e violenza in genere, dicendo: «Mostrami pure ciò che Maometto
ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane,
come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli
predicava». L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante,
spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede
mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la
natura di Dio e la natura dell’anima”.
Da segnalare che, nell’aula magna dell’università di Regensburg, quel “che
ci stupisce” non è stato affatto pronunciato: è stato aggiunto il giorno
dopo, al primo accendersi delle proteste da parte islamica.
Nella versione che ora sostituisce la precedente, il passo che recita “in
modo sorprendentemente brusco che ci stupisce” è sostituito da “in modo
sorprendentemente brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile”.
Ricapitolando:
12 settembre: “… egli, in modo sorprendentemente brusco, si
rivolge al suo interlocutore…”.
13 settembre: “… egli, in modo sorprendentemente brusco che ci
stupisce, si rivolge al suo interlocutore…”.
9 ottobre: “… egli, in modo sorprendentemente brusco, brusco al
punto da essere per noi inaccettabile, si rivolge al suo
interlocutore…”.
[Sia consentito un rapido e sospiroso inciso: il blogger che, a fronte delle
polemiche sollevate nella blogosfera da un suo post, l’avesse corretto due
volte sarebbe stato sepolto da una valanga di pernacchie telematiche.]
Nella nota [3], appuntata a questo passaggio della lectio (in grassetto i
punti che ci interessano, con riferimento tra parentesi):
“Questa citazione, nel mondo musulmano, è stata presa purtroppo come
espressione della mia posizione personale (a), suscitando così una
comprensibile indignazione (b). Spero che il lettore del mio testo possa
capire immediatamente che questa frase non esprime la mia valutazione
personale (c) di fronte al Corano, verso il quale ho il rispetto che è
dovuto al libro sacro di una grande religione (d). Citando il testo
dell’imperatore Manuele II intendevo unicamente evidenziare il rapporto
essenziale tra fede e ragione (e) [“unicamente” (e’)]. In questo punto sono
d’accordo con Manuele II, senza però far mia la sua polemica (f)”.
Ricapitolando ancora:
12 settembre: Benedetto XVI cita Manuele II nel punto dei suoi Dialoghi dove
dice che «Maometto ha portato di nuovo […] soltanto delle cose cattive e
disumane»; e commenta che il “modo” (sia chiaro: il “modo”) è “sorprendentemente
brusco”.
13 settembre: La “sorpresa” non basta, si aggiunge lo “stupore”: “…
in modo sorprendentemente brusco che ci stupisce…”.
9 ottobre: Non basta più neppure lo “stupore”, urge una notazione di
giudizio morale. E’ la “dissociazione”: “… in modo sorprendentemente
brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile…”.
Sorpresa, stupore, dissociazione – rispetto a cosa? Rispetto al
“modo” in cui si esprime Manuele II. Si ribadisce la sostanza,
senza nulla smentire. E la nota [3] è un capolavoro di ipocrisia, se per
“ipocrisia” intendiamo la “costruzione retorica” che rende la “simulazione
della virtù” – in questo caso: (a) il rammarico; (b) e (c) la comprensione.
Come dicevo nella premessa: «affinché la “simulazione della virtù” sia
adeguata a legittimare un potere occorre che l’atto della simulazione sia
riconoscibile – in qualche modo – come rappresentazione stessa del potere».
E infatti: (e) “il rapporto essenziale tra fede e ragione” è ribadito, in
favore del Dio ragionevole, a scapito dell’irragionevole Allah; (e’)
“unicamente” il “modo” è in questione.
Sicché (f) Benedetto XVI vuole poter dire quello che dice Manuele II, “senza
però far mia la sua polemica”: vuole dire che «Maometto ha portato di
nuovo […] soltanto delle cose cattive e disumane» ma, ferma restante la
sostanza (e), ritiene che al potere che egli rappresenta convenga una
“rappresentazione” – un “modo” – che simuli la virtù della comprensione (b)
(c) e quella del rispetto (d), con una puntina di rammarico (a),
“unicamente” (e’) relativo all’infelice “modo” brusco di Manuele II.
Detto con l’ammirazione cui mi costringe il non avere «un
“pollice linguistico” tanto fine per osare la formulazione di una “teoria
generale della parola ipocrita”»: capolavoro di ipocrisia!
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Per Ridere
(Forse...)
11/10/2006
Il portale vaticano preso di
mira dagli hackers islamici
Autore: Hereticus

Era atteso per le 20:00 di oggi un attacco in grande stile di hackers
islamici al portale vaticano.
I
terroristi informatici hanno chiamato a raccolta tutti gli esperti del
settore, affinchè collaborino per bloccare il sito pontificio.
L'appello - ribattezzato "Nuovo piano per attaccare il Vaticano, attacco in
difesa del profeta" - è stato diffuso nei giorni scorsi e ha ricevuto
numerose adesioni da parte degli utenti dei forum di al-Qaeda.
"Cari fratelli che volete difendere il profeta e che fate parte di questo e
di altri siti - si legge nel messaggio - cari fratelli che non volete stare
fermi con le mani in mano in silenzio da vili (e sono sicuro che siete in
tanti) il nostro profeta è stato offeso e non ancora vendicato. Non potremo
rallegrarci fino a quando non l'avremo vendicato e per questo vi invito
tutti a partecipare alla prossima missione".
Ma il portavoce vaticano ha diffuso un laconico comunicato che ha comunque
contribuito a far scendere la tensione accumulatasi nelle ultime ore:
"Niente paura. E' tutto sotto controllo. Abbiamo preso le nostre
precauzioni contro quei brutti virus" |
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