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Alle ore 18 le vie di Madrid erano riempite di persone che
manifestavano contro il progetto di legge del governo spagnolo per il
matrimonio gay.
Alcune agenzie e testate giornalistiche (ANSA - polizia spagnola) hanno
parlato di 200 mila, altre di almeno 500 mila (RAINEWSNET e
CNN-intenational) mentre gli organizzatori parlano di un milione e più di
manifestanti.
In testa al corteo uno striscione alto 20 metri e largo sessanta con lo
slogan "la famiglia sì che importa".
I manifestanti sono giunti a Madrid da tutte le parti della Spagna:
con mezzi privati ma anche grazie alla rete logistica delle parrocchie e
delle associazioni cattoliche. Oltre 600 autobus, treni e aerei
provenienti dalle isole Canarie e dalle Baleari; dalla sola Granada sono
arrivati 24 pullman messi a disposizione dalla diocesi andalusa, il cui
vescovo Javier Martinez partecipa al corteo insieme al cardinale di
Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, a quello di Toledo Antonio Canizares e
ai titolari delle diocesi madrilene.
Il manifesto dell'organizzazione, letto dalla giornalista della
Cope Cristina Lopez Schlichting, oltre al ritiro della legge sulle
unioni gay, chiede al governo di rispettare
i diritti dell'infanzia, della vita umana e di garantire la libertà di
insegnamento, ovvero,
di mantenere la religione come materia scolastica; inoltre, i dirigenti
del Forum hanno chiesto al premier Zapatero un incontro urgente visto la
massiccia affluenza, andata oltre le previsioni.
Il governo, tramite la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la
Vega,
ha detto che il messaggio della manifestazione "non passerà"
perché non si può discriminare e declassare una parte della
popolazione.
Fonte : ANSA - Madrid, 18 giugno
2005
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