
La deriva oscurantista di cui è preda il nostro paese mostra potentemente i suoi effetti negli anatemi che Chiesa, politici e televisioni lanciano senza sosta contro la nuova legge approvata in Spagna, che consente i matrimoni omosessuali.
![[Due omosessuali in atteggiamento affettuoso]](matrimonio_coppia_gay.jpg)
Mai come in questi ultimi tempi sono numerose e importanti le ragioni di
scontro
tra progressisti e conservatori. Non si è neppure placata l'eco dello
scontro sui referendum del 12 e 13 giugno scorsi, che la lotta infuria di
nuovo. La pietra dello scandalo è stavolta il matrimonio tra omosessuali, che
il Parlamento spagnolo, con 187 voti a favore, 147 contrari e 4 astenuti, ha
appena reso legale, facendo della Spagna, dopo Olanda, Belgio e Canada, il
quarto paese al mondo a consentire il matrimonio tra persone dello stesso
sesso. Non solo: la nuova legge spagnola consente ai gay sposati di essere,
oltre che coniugi, anche genitori: potranno infatti anche adottare dei
bambini, rendendo così la loro unione quanto più possibile simile ad una vera
famiglia.
In prima linea contro la legge spagnola c'è naturalmente la Chiesa
cattolica. Ecco cosa ha scritto in proposito Francesco Valiante
su l'Osservatore romano, secondo quanto riportato da Gay
News, giornale sull'omosessualità diretto da Franco Grillini.
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NOZZE GAY / OSS.ROMANO: LEGGE SPAGNOLA AVVILENTE SCONFITTA UMANITA' Non è vittoria della storia, famiglia fondata su matrimonio uomo-donna.sabato 02 luglio 2005 , di APC Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Il quotidiano vaticano, nell'articolo a firma di Francesco Valiante,
sottolinea come
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Dalla Spagna, dove si trova in visita, il Presidente del Senato rincara la
dose (cito da un articolo di Repubblica.it): Marcello Pera, in
Spagna per inaugurare con l'ex premier Aznar un seminario di studi sociali, si
è scagliato contro il matrimonio gay appena approvato dal Parlamento di
Madrid. Una cosa è chiara: è falso che si tratti di conquiste civili o di
misure contro le discriminazioni o di estensione dell'uguaglianza; si tratta
piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri,
e talvolta anche i capricci, in diritti umani
.
Se Pera rappresenta il volto ragionevole del dissenso, l'esponente leghista e ministro delle Riforme Roberto Calderoli ne rappresenta invece, in perfetta sintonia con l'orientamento del suo partito, il volto massimalista e forcaiolo. Ecco cosa ha dichiarato, subito dopo l'approvazione della legge spagnola:
Il buon Dio creò l'uomo e la donna, e con quell'atto mise la famiglia al centro del Creato, ha oggi affermato il leghista,quello che è accaduto in Spagna, con l'approvazione della legge che autorizza i matrimoni tra coppie gay, è l'ultimo atto contro Dio e contro la natura.
(...) Il mondo inizia ad andare contro natura, ha concluso,personalmente continuo a stare dalla parte della natura e del buon Dio e continuerò per sempre a preferire la spagnola allo spagnolo.Altre reazioni italiane alla notizia dell'approvazione della legge spagnola sono riportate in un articolo del già citato Gay News:
L'Approvazione della legge spagnola ha scatenato un florilegio di dichiarazioni dai toni irrispettosamente omofobi.Matrimonio gay. Si scatena l'omofobia italiana
giovedì 30 giugno 2005 , di Stefano Bolognini
(...)
Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha aggiunto:
Sono assolutamente in disaccordo, è un passo indietro nel rispetto dei diritti più importanti di una persona, come quello di avere una famiglia con un padre e una madre, e quindi una personalità equilibrata con punti di riferimento maschile e femminile, come è nel diritto naturale, nella storia e nella tradizione.(...)
Riccardo Pedrizzi, senatore e responsabile nazionale per le politiche della famiglia di AN, ha preferito un attacco politico-religioso:
Quello che sta facendo in Spagna il governo Zapatero, dal divorzio lampo ai matrimoni gay con tanto di 'diritto' all'adozione, vale a dire la distruzione della famiglia naturale, cellula primigenia e fondante della società, metta in guardia i cattolici italiani: se la sinistra torna al governo, l'infezione zapaterista, con tutta la sua devastante carica di laicismo, relativismo e nichilismo, contagerà anche il nostro Paese. Basta vedere la proposta del Pacs, altro nome, più politicamente corretto, del matrimonio gay, come ha chiarito anche il cardinal Ruini.(...)
Ma come la mettiamo quando si tira in ballo un altro dio?
L'imam della moschea di Centocelle di Roma Samir Khadi è in accordo totale, almeno questa volta, con il Cardinal Martini. Strana coppia...
Un'unione contro natura, ha tuonato l'imam,è senza il minimo rispetto per la religione. L'unico matrimonio è quello tra uomo e donna, che consente il permanere della specie umana. È uno di quei modelli di vita costruiti dall'uomo e che non si adeguano alla natura. Non condivido assolutamente questa legge e questo modo di costruire una famiglia.A lui si è aggiunto il presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, Adel Smith, che prova
Solo ribrezzo davanti a simili provvedimenti... Ogni paese ha diritto a scegliere le leggi adatte alle proprie circostanze, ma chi la pensa diversamente può e deve manifestare il proprio disgusto davanti a ciò che è contro natura e contro tutte le religioni. Una famiglia è ben altra cosa e si costruisce sul pricipio della procreazione. Disgusto.Più sottile il ragionamento di Clemente Mastella, segretario dell'Udeur che pur avendo
grande rispetto per i gaysostiene cheperò la famiglia per me è la famiglia... sono socratico: la legge se è stata fatta va rispettata. Ma le leggi si possono modificare e questa, secondo me, va modificata". Rispetto?(...) il consigliere lombardo di AN, Pietro Macconi, ha sentenziato, ripetitivo:
Una decisione vergognosa, scandalosa e contraria a tutti i criteri del buon senso e della vita... è la completa mortificazione dei valori naturali di una intera civiltà, europea e cristiana, a cui la cattolicissima Spagna è sempre appartenuta. Siamo alla disintegrazione, al più totale annicchilimento del concetto di famiglia. I progressismi propagandistici del premier Zapatero hanno fatto fare alla Spagna un passo indietro di millenni.
Ce n'è insomma per tutti i gusti.
Personalmente sono favorevole alla legge sui matrimoni omosessuali. Penso che ciascuno debba essere libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, se lo fa nel privato della sua casa senza esibizionismi e nel rispetto dei propri partner. Se due persone dello stesso sesso decidono di formare una famiglia, cioè di vivere insieme e rendere comuni i propri destini, trovo del tutto giusto che anche a questo tipo di coppie siano concessi i diritti che hanno le coppie eterosessuali: diritti patrimoniali, diritti di cittadinanza, di residenza, ecc.
Sono favorevole anche all'adozione di figli da parte di coppie omosessuali. E' uno stereotipo, sebbene comprensibile, che i figli adottati da coppie omosessuali rischierebbero di diventare degli sbandati o dei malati. Non c'è alcuna prova oggettiva al riguardo. Credo invece che le coppie di gay, proprio perché sono costituite spesso da persone di livello culturale ed economico superiore alla media, oltre che dotate di spiccata sensibilità, potrebbero allevare ottimamente dei figli adottati, sicuramente molto meglio di tante famiglie «tradizionali», funestate da litigi, ignoranza, intolleranza, perversioni e problemi di ogni tipo. Il fatto che vi siano al mondo milioni di ragazzi drogati, figli di coppie eterosessuali, nonché milioni di ragazzi molestati sessualmente all'interno di coppie eterosessuali, non fa altro che dimostrare che una famiglia «tradizionale» tutto è, oggi, fuorché un baluardo contro il male e i malesseri sociali. Vi sono al mondo un'infinità di bambini abbandonati, costretti a vivere nelle strade, nelle fognature, sui treni e nelle metropolitane: per tutti questi bambini l'adozione da parte di coppie gay sarebbe una salvezza, altro che la distruzione della famiglia di cui vanno cianciando schiere di bacchettoni in giacca e cravatta o in sottana pretesca!
Del resto quest'ondata di indignazione, di cui le reti televisive filogovernative si fanno cassa di risonanza, è ben comprensibile. Pensare che due uomini o due donne possano cominciare una vita insieme come una famiglia qualsiasi, venendo in tale scelta legittimati e ufficializzati addirittura da una legge dello Stato, cozza brutalmente contro la morale tradizionale. Milioni di persone cresciute tra feste di battesimo, prime comunioni, messe e prediche religiose, il sesso vissuto in famiglia come un tabù, con la retorica della Chiesa da una parte e i propri desideri morbosi vissuti in silenzio dall'altra, non sono pronte ad accettare la libertà sessuale e affettiva degli omosessuali.
Ciò che dà veramente fastidio negli anatemi dei moralisti è l'idea che la collettività, anzi la parte bacchettona della collettività, debba decidere della vita e della felicità altrui, degli omosessuali in questo caso, privandoli della possibilità di vivere la vita che desiderano. E' un voler togliere la libertà ad altri che ha come unica giustificazione l'idea che esista una legge naturale, universale e assoluta che proibisca le unioni omosessuali: un principio tutt'altro che scientifico e universalmente condiviso; sicuramente non condiviso dalle vittime predestinate della crociata moralizzatrice.
Il discorso, dunque, torna al dualismo che avevo analizzato in un precedente articolo: i dogmatici contro i relativisti, quelli che pretendono il sacrificio altrui sulla base di princìpi indimostrati e indimostrabili, e quelli che fanno della libertà di scelta individuale il metro di valutazione privilegiato.
Il dogmatico crede nei suoi princìpi eterni ed assoluti e vuole imporli a tutti. E' per lui perfettamente lecito imporre la rinuncia alla felicità alle coppie gay che desiderano sposarsi, perché il «suo» Dio gli ha detto che sposarsi tra uomini e uomini o tra donne e donne è cosa che non si fa. Mi piacerebbe sapere dove è formulato in concreto questo divieto. Quando penso alla figura di Gesù, così come la ricordo da quel poco che conosco dei Vangeli, penso a un uomo ispirato da amore e tolleranza, lontano dai fanatismi e da manie persecutorie. Penso a un uomo che ha gridato contro l'ipocrisia dei farisei, che ha difeso le prostitute, i deboli e i perdenti. Non mi riesce di immaginare un Gesù impegnato in prediche moralistiche contro gli omosessuali e le lesbiche della sua epoca. Non mi riesce di immaginarlo felice per aver impedito ad altri di essere felici. Sarà colpa del fatto che non ho studiato a fondo la dottrina cattolica e mi è rimasto solo il ricordo dei Vangeli imparati a scuola da bambino...
Il confronto, insomma, è tra la libertà di scelta individuale ed il
potere vincolante della collettività. In questa continua lotta, il
dogmatico non è neppure veramente coerente con se stesso. Infatti quella
libertà di scelta e di espressione che pretende di togliere a chi non la pensa
come lui, la vuole poi per se stesso quando gli fa comodo averla. Ecco cosa
dice infatti quel campione di oscurantismo che risponde al
nome di Adel Smith: Solo ribrezzo davanti a simili provvedimenti... Ogni
paese ha diritto a scegliere le leggi adatte alle proprie circostanze, ma chi
la pensa diversamente può e deve manifestare il proprio disgusto davanti a ciò
che è contro natura e contro tutte le religioni. Una famiglia è ben altra cosa
e si costruisce sul pricipio della procreazione
.
Dunque il concetto di Adel Smith è questo: uno Stato serio non dovrebbe permettere i matrimoni omosessuali, che sono contro natura, ma dovrebbe, e deve, lasciare a lui, Adel Smith, la libertà di pensare e di dire quel che gli pare. Insomma: se il mio desiderio è fare un matrimonio omosessuale, allora niente libertà; se invece il mio desiderio è contestare delle leggi che non mi piacciono, allora piena libertà di espressione! E' il concetto della libertà a comando: quella che non piace ad Adel Smith va cassata, quella che invece gli piace e gli fa comodo va mantenuta...
I dogmatici sono spesso così, forse proprio perché sono dogmatici: non vedono l'incoerenza di accettare, anzi di pretendere, alcune libertà e di rifiutarne altre, che pure hanno il medesimo fondamento e il medesimo diritto di esistere.
Inutile precisare, a questo punto, che sono personalmente contro tutti i dogmatismi e i fanatismi, siano essi di tipo religioso o anche laico. Sono a favore, invece, della libertà di scelta degli individui, purché essa non nuoccia agli altri, e non penso che ciò equivalga ad abbracciare una forma di nichilismo, contrariamente a quanto sostiene Riccardo Pedrizzi di AN, nell'articolo più sopra citato.
Gli strenui difensori della cosiddetta «famiglia tradizionale», quella cioè basata sul matrimonio tra uomo e donna e sulla possibilità di procreare dei figli, dimenticano di considerare un fattore decisivo: tutta la storia della specie umana, dai suoi albori ad oggi, è la storia di un progressivo passaggio da forme di organizzazione sociale basate sul potere assoluto e vincolante della collettività sull'individuo a forme di organizzazione sociale in cui l'individuo, come centro di desideri soggettivi e personali nonché creatore di idee e di strumenti, diventa sempre più autonomo dalla collettività e libero di allontanarsi dai modi di essere formalizzati dal costume sociale.
Al dogmatico che difende la concezione tradizionale della famiglia opponendosi strenuamente al nuovo che avanza, dico che è troppo comodo accettare del progresso solo l'automobile sotto casa, l'elettricità, l'acqua corrente fredda e calda, la lavatrice e il frigorifero, il lettore di MP3, l'ascensore per non fare le scale a piedi, le vaccinazioni contro le epidemie, la TV satellitare e il DVD. Il progresso o lo si accetta in blocco o lo si rifiuta in blocco, come fanno gli Amish negli Stati Uniti. Accettare l'automobile e rifiutare il matrimonio gay è da incoerenti e da vigliacchi.
La creatività di alcuni uomini, all'interno di una società che ha favorito la libertà d'iniziativa personale e privata, ha permesso di inventare le automobili e gli aeroplani, che tanta parte hanno oggi nella nostra vita quotidiana. Grazie a quella medesima libertà personale, gli uomini possono oggi coltivare anche i propri eventuali desideri omosessuali e, insieme con quelli, sogni d'amore uguali a quelli dei cosiddetti eterosessuali. Chi siamo noi per impedire a chi nutre simili desideri e inclinazioni di realizzare liberamente la propria felicità? Perché le automobili e gli aerei sì e il matrimonio gay no? Eppure sia i primi che i secondi derivano da quell'unico concetto di libertà e autodeterminazione dell'individuo, che si andato manifestando e rinforzando dal Rinascimento in poi.
![[Foto di bacio pubblico tra tre coppie di omosessuali maschi]](bacio_tra_coppie_gay.jpg)
Bacio pubblico tra omosessuali a
Bloor Street,
Toronto, il 17 luglio 1976 nel corso di una manifestazione di protesta.
Al fondo dell'intolleranza che si manifesta nella crociata
moralistica contro le unioni gay legalizzate in Spagna, c'è a mio
avviso soprattutto un sentimento di paura. Paura di un mondo
sempre più complesso, sempre più difficile da capire, privo di riferimenti
fissi e assoluti. Una paura che quelli che io chiamo dogmatici percepiscono
benissimo ma negano costantemente, mascherando le proprie insicurezze dietro i
proclami arroganti delle loro chiese: Dio vuole questo, Dio vuole
quest'altro, questo si può fare, quest'altro invece e proibito
, ecc.
ecc.
Tutto il campionario, insomma, delle regole a priori che i religiosi, con le
buone o con le cattive, pretendono di imporre anche a chi quelle regole non
condivide. Del resto, se non avessero paura, se non fosse la paura il vero
motore delle loro reazioni scandalizzate, non si sognerebbero di frapporre
ostacoli ai desideri matrimoniali degli omosessuali.
Sono convinto che la paura del nuovo, dell'inconoscibile destino del mondo, sia la molla profonda dei maggiori sconvolgimenti sociali che funestano la nostra epoca. Il fondamentalismo religioso è la massima espressione di questa paura. Non c'è solo il fondamentalismo dei paesi arabi, quello che pretende l'adozione integrale della legge coranica come fondamento della vita politica delle nazioni e che ricorre al terrorismo per debellare i suoi oppositori. C'è anche un fondamentalismo di marca occidentale. Come si può chiamare se non fondamentalismo la pretesa dei cosiddetti creazionisti di cancellare, o quanto meno di boicottare, la teoria darwiniana dell'evoluzionismo? Come si può chiamare se non fondamentalismo la pretesa degli Stati Uniti di essere i difensori del Bene in una lotta apocalittica contro l'Asse del Male?
Questo nuovo millenarismo è la difesa, tardiva, violenta e rabbiosa dell'ideologia conservatrice, basata sul dogma dell'esistenza di valori assoluti, universali e immutabili.
Di fronte a una scienza sempre più aggressiva nelle sue conquiste, che ci
dà oggi i mezzi per modificare il nostro codice genetico e strumenti per
diffondere le idee e il sapere con una velocità e una capillarità sconosciute
a qualsiasi epoca passata,
i conservatori si sentono nudi e indifesi. Si
aggrappano a qualsiasi cosa sappia di passato e di tradizione, per cercare di
frenare l'onda delle trasformazioni sociali in atto.
![[Foto di due pinguini dello zoo di Bremerhaven]](pinguini_coppia_gay.jpg)
Alcuni pinguini dello zoo tedesco di Bremerhaven
formarono naturalmente coppie gay, nonostante la presenza di femmine.
Il matrimonio gay è la vittima perfetta da immolare sull'altare di questa lotta tesa a contrastare la dissoluzione dei valori tradizionali. Eppure anche i conservatori, religiosi o laici che siano, dovranno ammettere prima o poi che anche la famiglia, come tutto ciò che esiste a questo mondo, è soggetta a trasformazioni; è una realtà mutevole, è una società di umani e cambia nel tempo come tutto ciò che è relativo agli umani.
Se i dogmatici pensassero in prospettiva storica invece che in termini di assoluti, si sarebbero resi conto che già da molti anni la concezione e la natura della famiglia stanno cambiando, in Occidente più rapidamente che altrove. Tutte le statistiche mostrano che il tasso di natalità, nei paesi ricchi, è molto minore che nei paesi poveri. Ciò è controintuitivo: verrebbe da pensare che dove ci sono più soldi ci sono anche più possibilità di fare e allevare figli. Invece è il contrario: chi vive una vita più primitiva, con meno soldi, meno ambizioni personali, meno problemi psicologici, fa anche più figli. Il fatto che i ricchi del pianeta facciano pochi figli sembra quindi una piega evolutiva della storia: non ho la pretesa di possedere la chiave di lettura del fenomeno, ma sono portato a credere che - nei paesi dove c'è più ricchezza e più cultura, più individuo e meno collettività - c'è anche una tensione, per lo più inconscia, a ridurre autonomamente il numero di essere umani sul territorio.
Lo scopo è quello di conservare le ricchezze, il benessere raggiunto. Dato un territorio limitato nella superficie e nelle risorse, aumentare indefinitamente, grazie al saldo attive delle nascite sulle morti, il numero di individui che quel territorio deve sopportare porterà inevitabilmente ad un impoverimento della popolazione residente. Nei paesi dove ci sono grande povertà e grande natalità, l'ancora di salvezza è da sempre l'emigrazione delle nuove generazioni verso paesi più ricchi e meno popolati. Ma dove potrebbero mai emigrare, oggi, gli eventuali figli in sovrannumero degli statunitensi o degli italiani? Non vi sono più paesi spopolati e ricchi di risorse da colonizzare!
Altri fenomeni collaterali rinforzano la precedente interpretazione. Studi medici dimostrano che la fertilità maschile diminuisce di anno in anno, così come cresce il numero degli omosessuali dichiarati. Cresce inoltre il numero delle persone che, pur costituendo coppie eterosessuali, decidono di non avere figli. Sembra, insomma, che le società più ricche cerchino di difendersi da sole dalla sovrappopolazione, riducendo il numero delle nascite.
Il fatto che le nazioni più povere continuino invece ad avere tassi di
natalità molto alti rende davvero problematico immaginare con quali risorse
queste persone potranno essere, non solo sfamate, ma messe in grado di
costruirsi vite dignitose e indipendenti. Purtroppo le risorse del pianeta non
sono infinite. La popolazione umana si avvia a raggiungere i sette
miliardi di individui. Troppi perché si possa vivere tutti ad un
livello di esistenza dignitoso, troppi perché lo spazio e le risorse
disponibili bastino per tutti. L'acqua potabile scarseggia, i mari sono già
oggi spopolati a causa di una pesca dissennata, le foreste vengono tagliate
giorno dopo giorno, l'aria è sempre più inquinata... E' indispensabile che
l'uomo capisca che non può moltiplicarsi all'infinito. Altro che
crescete e moltiplicatevi
! Ripetere oggi quest'invito è da
incoscienti. E' assolutamente necessario che nei prossimi decenni si trovi il
modo per far diminuire la popolazione mondiale ad un numero
di abitanti compatibile con il cosiddetto sviluppo sostenibile.
Secondo alcuni questo numero è di circa un miliardo e mezzo di persone, ben al
di sotto dei quasi sette miliardi attuali.
Se diminuire la popolazione mondiale è una necessità, a me sembra che la scelta degli omosessuali di sposarsi tra loro sia una manna per questo pianeta sovrappopolato, non una sciagura.
Inoltre il concetto di famiglia sta cambiando anche perché sempre più coppie mostrano di potere e voler scindere l'aspetto affettivo, quello che ha a che fare con l'amore e il mutuo sostegno tra i partner, dall'aspetto meramente sessuale, che ha a che fare con il piacere fisico ed eventualmente con la procreazione. Non si spiegano altrimenti la crescita dei matrimoni bianchi e l'aumento esponenziale del sesso virtuale, consumato via Internet senza alcun contatto fisico con un partner. Insomma, nella famiglia tutto sta cambiando, e lo fa senza chiedere il permesso ai religiosi o ai politici. Sono solo i nostri concetti che ancora non sono adeguati a trattare con ciò che già oggi la famiglia è diventata. E non è detto che quel che sta diventando sia peggio di ciò che era ieri, anzi. Meglio una famiglia in cui i partner, consapevolmente e volontariamente decidono di mettere in comune le loro vite e i loro interessi, sapendo di poter interrompere in qualsiasi momento il cammino comune grazie al divorzio, rispetto alla famiglia di un tempo (che è ancora l'unica famiglia possibile in molte parti del mondo), in cui il matrimonio era combinato dai genitori, il sesso era un obbligo e non un piacere, i figli venivano a cascata, spesso non voluti, e non esisteva un divorzio per porre fine al rapporto, neppure in caso di violenze familiari e gravi incompatibilità.
![[Foto di due donne ci si baciano]](lesbiche_bacio_amore.jpg)
Per
fortuna la gente comune in Italia è più tollerante e meno bacchettona dei prelati, dei politici conservatori e della televisione filogovernativa. Quella reazione sdegnata al matrimonio omosessuale, di cui i
telegiornali italiani ci danno testimonianza frequente in questi giorni
riportando dichiarazioni di preti e di politici, non trova riscontro nelle
opinioni dei comuni cittadini, che sono ben lungi dal costituire un blocco
monolitico teso a rigettare il matrimonio omosessuale.
Lo dimostrano due sondaggi svolti via Internet dai due principali
quotidiani italiani. Il sondaggio del Corriere della Sera,
quotidiano che fa capo tradizionalmente alla borghesia evoluta ed è di
orientamento prevalentemente conservatore, ha posto ai suoi lettori la
seguente domanda: Siete d'accordo con la possibilità del matrimonio
omosessuale?
. La risposta dei 21.500 votanti è stata equilibrata: il 54%
ha risposto "no" ed il 46% ha risposto "sì". Ed il Corriere, giova ripeterlo,
non è un giornale di orientamento progressista.
Ancora più chiari i risultati di un analogo sondaggio svolto dal sito di
Repubblica.it. La domanda era: Il parlamento spagnolo ha detto
sì ai matrimoni gay in Spagna. Siete favorevoli a una legge del genere in
Italia?
Al momento in cui scrivo i votanti sono stati circa 40.000 ed il
risultato vede i "sì" al 68%, i "no" al 30% e i "non so" al 2%. Certo,
Repubblica è un giornale che tende a sinistra. Certo, le persone che usano
Internet sono - forse - un campione non molto rappresentativo della
popolazione italiana complessiva. Eppure, eppure... 61.500 votanti complessivi
ci dicono che l'italiano non è poi così contrario al matrimonio omosessuale,
anzi.
I risultati di questi sondaggi, a mio parere, destituiscono di fondamento
anche ciò che ha dichiarato il presidente del Senato Pera in un
articolo apparso su la Repubblica, a proposito dei risultati del
recente referendum sulla procreazione assistita. Ha detto Pera: In Italia
(...) il pensiero laicista ha imposto un referendum al Paese contro una legge
di compromesso approvata dal Parlamento su materie delicatissime come la
procreazione assistita e la manipolazione degli embrioni per la ricerca
medica. In quel referendum (...) il laicismo è stato sconfitto in modo
clamoroso grazie a un'alleanza niente affatto clericale tra la Chiesa, il
sentimento profondo dei cittadini e una minoranza di laici non laicisti
.
Non è vero niente. I referendum non sono passati perché i quesiti erano troppo difficili e la gente comune non sapeva cosa votare e non ha avuto la voglia, il tempo o la capacità di approfondire adeguatamente la materia.
Essere favorevoli o contrari ai matrimoni tra gay non richiede, invece, profonde conoscenze scientifiche. E' una questione di coscienza sulla quale è molto più facile esprimere un parere. E i sessantamila italiani che hanno partecipato ai sondaggi del Corriere e di Repubblica hanno espresso appunto il loro parere, con una distribuzione numerica che avvantaggia i "sì" piuttosto che i "no". Molto strano, per un paese che ha fatto fallire i referendum sulla procreazione con un'astensione dei tre quarti degli elettori, se fosse vero ciò che Pera ha sostenuto: cioè che i referendum sono falliti per una scelta anti-laicistica degli italiani, invece che per ignoranza della materia e strafottenza, come è molto più probabile che sia accaduto.
Va bene così. Speriamo solo che la nebbia degli assoluti si diradi prima o poi dalla mente dogmatica dei nostri attuali governanti.
Articolo di
Michele Diodati
pubblicato il 4/7/2005 alle ore
17,17.
Responsabile del portale web
Il Pesa-Nervi.org
Fonti:
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in migliaia hanno
protestato per le vie di Madrid,
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Chi difende Dio?,
Omofobia,
condanna del Parlamento europeo.
Link
Utili:
Clerofobia,
NO CHIESA -
Axteismo,
Italia Laica,
UAAR.it.
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