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Queste in sintesi le ragioni proposte dall’Arcigay
per sottolineare l’importanza del riconoscimento e della tutela giuridica delle coppie gay e lesbiche dopo il via libera dato dal governo Zapatero al riconoscimento dei matrimoni omosessuali in Spagna.
"Il governo Zapatero – afferma in una nota il presidente nazionale di Arcigay
Sergio LoGiudice, che succede a Grillini – ci ha dimostrato che l’uguaglianza dei cittadini può non essere un vuoto principio di cui infarcire costituzioni e statuti. Se tutti i cittadini sono uguali in dignità e diritti non si capisce perché debba essere proibito sposarsi alle persone omosessuali, anche se in Italia abbiamo proposto una strada diversa, quella del Patto civile di solidarietà".
"Il Patto civile di solidarietà – spiega l’Arcigay – si distingue dal progetto di legge del governo spagnolo perché non modifica la definizione giuridica di matrimonio. In base a questa proposta le coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, che intendono unirsi in un Pacs, otterrebbero il riconoscimento di una serie di diritti oggi riservati esclusivamente alle coppie eterosessuali sposate".
Proprio per questo l’Arcigay lancia un appello a tutte le
"forze politiche laiche, liberali e democratiche del paese per lavorare e inserire nei programmi elettorali di coalizione per le prossime politiche l’impegno ad approvare la proposta di legge sul Pacs" che, ricorda l’associazione, è stata presentata dal deputato Ds
Franco Grillino, presidente onorario Arcigay e sottoscritta da 161 parlamentari. Ad oggi sono docidi (12) gli stati europei che riconoscono, seppure in forme diverse, le unioni gay e lesbiche.
"Ma solo l’Olanda e il Belgio, ricorda l’Arcigay, hanno esteso il matrimonio vero e proprio alla coppie omosessuali, come sta per fare la Spagna con la sua riforma rivoluzionaria".
Riforma promessa da Zapatero nel maggio 2004 e puntualmente mantenuta ieri (1° ottobre 2004).
Tratto dal nuovo quotidiano regionale Sardo: "Il Giornale di Sardegna" del 2 ottobre 2004.
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Zapatero: dopo il progetto di legge sui matrimoni gay, la Chiesa invita a scendere in piazza
Unioni tra gay, aborto, riproduzione assistita, matrimoni sciolti in pochi mesi.
Il premier e a Chiesa sono ai ferri corti.
Anzitutto l'aborto libero nelle prime 12 settimane di gravidanza. Poi l'impegno per i matrimoni gay. Quindi un ritocco della legge sulla riproduzione assistita, la più libertaria d'Europa, che ha già portato centinaia di europee (molte le italiane) nelle cliniche spagnole. Infine una impressionante riforma della legge sul divorzio in vigore dall'81, che elimina la separazione. Il premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero, 43 anni, al potere da aprile, prosegue lancia in resta la sua battaglia «per i diritti civili». Anche a costo di scontrarsi con la Chiesa, che accusa di eccessivo laicismo l'esecutivo.
La riforma del divorzio è stata approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 settembre.
L'approvazione, prevista entro l'estate del 2005, è scontata ed è lo specchio di una Spagna sempre meno osservante: nessun partito, neppure il popolare e cattolico di
Mariano Rajoy, si oppone alla revisione della legge. In un paese in cui nel 2003 si sono registrati 210.155 tra separazioni e divorzi (il doppio rispetto a 10 anni fa), in cui i tribunali di famiglia accatastano migliaia di domande di rottura matrimoniale, la riforma propone una notevole semplificazione dell'iter, eliminando il doppio processo che oggi devono affrontare i coniugi.
«Arrivare al divorzio senza passare prima per la separazione e abrogare l'obbligo della prova della rottura decongestionerà la giustizia civile» ritiene
Juan López Aguilar, 44 anni, ministro della Giustizia.
L'altra innovazione, se i genitori sono d'accordo, è la custodia comune dei figli, richiesta da sempre dalle associazioni dei padri separati, che oggi vedono i bambini affidati alla madre dal 98 per cento delle sentenze. «La riforma comporterà più divorzi, più sofferenze, ed è il frutto di un'ideologia individualista che riduce il matrimonio a un mero contratto tra privati» denuncia, sempre più inascoltata, la Chiesa.
IL "DIVORZIO LAMPO"
Le regole di oggi...
1. Bisogna provare la separazione.
2. Per la separazione deve passare un anno dal matrimonio.
3. Il divorzio consensuale richiede in media tre anni.
4. Il divorzio non consensuale richiede tra i 5 e i 6 anni.
5. Costi legali per separazione: 1.000-1.880 euro.
6. Non è contemplata la custodia condivisa dei figli.
7. Gli alimenti vanno pagati ogni mese.
... e quelle di domani
1. Scompare la separazione.
2. Non bisogna più provare la rottura.
3. Per chiedere il divorzio bastano tre mesi di matrimonio.
4. Il divorzio consensuale si risolverà in due mesi, quello non consensuale in sei.
5. Costi legali divorzio: 500-1.000 euro (non c'è più la separazione).
6. Se i coniugi sono consenzienti è prevista la custodia comune dei figli, altrimenti decide il giudice.
7. Gli alimenti si pagano a scadenze concordate o in un unico versamento.
IL GOVERNO APPROVA IL DDL SUI MATRIMONI GAY
Il governo socialista di Josè Luis Rodriguez Zapatero ha dato il via libera al disegno di legge con cui si rendono legali i matrimoni gay. Lo ha annunciato la portavoce dell'esecutivo,
Maria Teresa Fernandez de la Vega.
Gli articoli garantiscono alle coppie gay gli stessi diritti dei coniugi eterosessuali compreso il divorzio, gli alimenti, il mantenimento dei figli, l'eredità, la cittadinanza e l'adozione, ma solo di bambini spagnoli. La normativa dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, dopo il via libera del parlamento. La Spagna sarà il terzo paese dell'Unione europea a legalizzare i matrimoni gay, dopo Olanda e Belgio.
Era il maggio del 2004, quando la Segretaria di Stato per i Servizi Sociali, Amaparo Valcarcel, annunciava alla Spagna, l'inizio dei lavori sul progetto di legge per la regolamentazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'acquisizione del diritto di adozione per le coppie gay. E il Governo socialista di
Jose' Luis Rodriguez Zapatero, dimostrava così di mantenere fede alla promesse elettorali.
«Fra i nostri obiettivi c'è la piena equiparazione dei differenti modelli di famiglia, che già esistono nella società spagnola, in osservanza del principio di uguaglianza e non discriminazione, incluso l'orientamento sessuale», dichiarava
Valcarcel, presentando alcune delle novità contenute nel Piano di appoggio alla famiglia 2005-2008, che il governo si impegnava a presentare entro la fine dell'anno.
A fine giugno, quando nella Camera bassa si aprì il dibattito sulla proposta di legge per la legalizzazione delle coppie di fatto, nella stessa sede, si iniziò l'esame della mozione del partito socialista (Psoe), in favore della riforma del Codice civile e della regolamentazione delle unioni tra omosessuali. Nel frattempo arrivavano all'esecutivo di
Zapatero le prime stoccate dal mondo cattolico. In occasione dell'udienza di presentazione del
neoambasciatore di Spagna alla Santa Sede, Jorge Dezcallar, il Papa pronunciò il suo pubblico monito: «Tra i diritti di famiglia non bisogna dimenticare quello di nascere e crescere in un focolare stabile, nel quale le parole padre e madre possano essere dette senza inganno. Non si deve cedere a voci che sembrano confondere il matrimonio con unioni del tutto diverse se non contrarie a esso», aveva detto Giovanni Paolo II.
E a seguire, la Conferenza episcopale spagnola (Cee) definiva il progetto di legge, "un errore e un'ingiustizia", negando allo Stato la facoltà di "riconoscere un diritto inesistente" e ricordando ai parlamentari cattolici il dovere morale di votare contro
il progetto di legge.
E contrario, fino a oggi, è sempre stato il Partito popolare spagnolo (Pp), che già durante la scorsa legislatura,quando era al Governo, aveva bocciato un'identica proposta di legge fatta dal Psoe, allora all'opposizione e che, a giugno di quest'anno, ha definito l'attuale progetto "un salto nel vuoto".
È soltanto di ieri la dichiarazione di Eduardo Zaplana, portavoce del Pp alla Camera dei deputati, in cui il progetto di legge viene definito «un testo che coincide con quello che pensa la maggioranza degli spagnoli» e che lascia intravedere un'apertura dell'opposizione, ancora nettamente contraria però al diritto di adozione per le coppie gay.
Tratto dalla rivista periodica online: Panorama
I politici Ds si stanno muovendo mentre FI cosa fa!? Dorme o teme di perdere voti dagli "orizzonti clericali!?"..Staremo a vedere e... chi meglio propone per il bene del Paese, più guadagnerà credibilità e consensi..
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Approfondimenti on line: l'Unità Online ; cdbitalia.it ; ClubClassic.net ; GayNews.it ; ArciGay.it ; Grillini.it
Il sito web di Pasquale Quaranta : giornalista, studioso della comunicazione, militante e attivista gay.
Lo sgomento della cultura cattolica: CulturaCattolica.it
Gentleman (Morris) - 3 ottobre 2004 |