Cagliari, 23 luglio 2005


Che bella domanda e che curiose risposte si potrebbero ottenere

Il problema credo non stia tanto nel capire o comprendere “chi difende Dio”, ma semmai “chi ne approfitta per migliorare le entrate IN PALANCHE! (denaro, euro, soldi)", per meglio dire:
gli individui che sbandierano “il nome di dio” e chiedono denaro in cambio di opere caritatevoli da devolvere ai più bisognosi, per edificare scuole e/o strutture per i meno abbienti che vivono in condizioni economiche precarie, insomma senza un soldo in canna.

Le dispute e i litigi sono all’ordine del giorno sia da parte clericale che dal mondo laico. Raggiungere le vette sempre più alte, non della spiritualità con il tentativo di avvicinarsi a dio e servirlo in base alle impellenti esigenze di questo strano mondo che tutto fa meno quello di curare gli ammalati, combattere contro le ingiustizie riguardo l’esagerato divario fra i Paesi ricchi e quelli poveri… ecc. ecc.
Joseph Ratzinger, il nuovo papa autonominatosi “Benedetto XVI°”

trascorre felicemente le giornate senza minimamente nascondere la sua smània per non riuscire subito ad imporsi “come fosse un despota”.
Detta condizioni, decreti, leggi ecclesiastiche non per migliorare la vita e lo spirito dell’uomo seguendo gli insegnamenti di cristo, ma bensì un gioco subliminale per avvolgere e riunire le masse donando solo parole di conforto.
Mentre lui mostra il peggio di sé come i suoi predecessori: adornato come fosse un faraone egizio, pieno di fregi e abbigliamento costosissimo.
Non dimentica certo di portare tutti gli oggetti che ad un uomo che dovrebbe riprendere la vita di cristo li sarebbero negati: preziosissimo anellone al dito, séguito di alti prelati e guardie del corpo, aereo personale (in mancanza di quest’ultimo sarà lo stato ospitante che dovrà offrirne uno personalizzato per l’occasione)…

Ma dove sta la chiesa di cristo?
Non sembra semmai uno stato “troppo ricco” e poco propenso a devolvere ciò che tanto con il verbo quanto con i fatti non fa nulla per “DONARE REALMENTE?”
Forse questo dio, tanto acclamato dalla chiesa cattolica, deve avere solo come prerogativa quello di riuscire ad OTTENERE DENARO per poi farne quale uso!?… come?

Vediamo:
Probabilmente l’istituzione caritatevole più nota è la Chiesa, attiva attraverso molte strutture, Caritas e missioni per prime, in ogni settore: dalla povertà alla sofferenza, dall’emarginazione alla devianza, dalla fame alla malattia nel terzo mondo. Si finanzia con donazioni private dei fedeli (ricordiamo i cento miliardi donati al vescovo di Milano, Martini) e con appelli fatti dai pulpiti, sui giornali parrocchiali e altri organi di informazione, ma specialmente con la dichiarazione primaverile dei redditi dei contribuenti italiani. Ecco allora spuntare in televisione gli spot pubblicitari - piccoli rigagnoli (la singola offerta) che diventano grandi fiumi (l’insieme delle offerte) e inviti a non accumulare beni sulla terra, ecc... - con cui il fedele è invitato a destinare alla Chiesa la quota dell’otto per mille che essa, opinione diffusa, investirà in opere di beneficenza.
Ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. I 5.000 miliardi raccolti tra il 1993 e il 1997 sono stati spesi nel seguente modo (elaborazione su dati ufficiali della Conferenza Episcopale Italiana), riportati da Repubblica del 30 settembre 1998:
- 76% (circa 3.800 miliardi) per attività di catechesi e di culto e per il sostentamento dei sacerdoti;
- 4% per attività culturali e per i beni artistici (chiese, monasteri, canoniche);
- 11% per attività di assistenza e di sostegno culturale a favore del Terzo Mondo;
- 9% alle diocesi italiane per attività di carità.
Come si vede, i soldi investiti in attività di tipo umanitario sono stati soltanto il 20% del totale. Una dispersione altissima rispetto ai propositi declamati negli spot, che relega il bisognoso, nel cui nome sono stati raccolti i fondi, nella parte di Lazzaro inginocchiato a raccogliere le briciole cadute dal tavolo del ricco epulone.
Insomma, la motivazione vera con cui si dovrebbero chiedere questi soldi è il sostentamento del clero e la cura degli edifici sacri.

Fonte: www.questotrentino.it

Vaticano-IOR una "potenziale" centrale per il riciclaggio di denaro ed operazioni finanziarie nel cuore dell'Europa?
di Maurizio Turco Presidente deputati radicali Parlamento europeo

C'è una nuova Porta Pia da sbrecciare ed è quella economico-finanziaria dell'unico Stato al mondo che gode di tutte le impunità possibili, immaginabili ed inimmaginabili: lo Stato Città del Vaticano.
E' ancora cosa viva lo scandalo IOR (Istituto Opere di Religione )-Banco Ambrosiano. Una colossale opera di riciclaggio di denaro, la morte (certa) di Calvi con i suoi assassini impuniti e con il cardinale Marcinkus salvato dall'articolo 11 del Concordato. Così come acquisito che c'è stata una tentata truffa ai danni della Regione Sicilia, di 400 milioni di dollari provenienti da fondi europei che avrebbero dovuto essere riciclati attraverso diverse banche, tra cui lo IOR.* Ne' è spiegabile con una motivazione d'ordine religioso organizzativo la sottrazione delle isolette Turks and Caicos e Cayman alle rispettive Diocesi di Nassau (Bahamas) e di Kingston (Giamaica) per proclamarle Missio sui iuris. Non a caso delle prime è Superiore, dal 21/9 2001, il Cardinale americano Theodore Edgar McCarrick, delle seconde il Cardinale americano di orgigine polacca Adam Maida, membro della Commissione di Vigilanza dello IOR. L'unica cosa certa è che il primo è amico di Marcinkus, il secondo di Papa Wojtila e le isolette in questione sono tra i centri finanziari offshore più noti al mondo.
E' in questo quadro che vanno inserite alcune notizie relative a come oggi lo Stato Città del Vaticano, e per esso lo IOR, si situa nel mondo economico finanziario.
Brutalmente:
a) lo Stato Città del Vaticano non ha una legge antiriciclaggio;
b) l'unica banca operante nello SCV, l'Istituto per le Opere di Religione, è anche la Banca centrale, di conseguenza il campo d'applicazione delle normali misure antiriciclaggio che includono il sistema finanziario è limitato.
c) Il sistema bancario, economico e finanziario dello SCV non è mai stato oggetto di verifiche da parte di organismi internazionali.
d) Lo IOR partecipa indirettamente, attraverso due grosse banche, una tedesca e una italiana, al sistema di pagamento dell'area euro, denominato Target. Solo le banche che partecipano direttamente al sistema Target sono sottoposte ai controlli delle autorità bancarie. Vi è poi da aggiungere che la "Convenzione monetaria tra la Repubblica italiana, per conto della Comunità europea, e lo Stato della Città del Vaticano, e per esso la Santa Sede", autorizza lo Stato della Città del Vaticano ad emettere euro. In questa convenzione lo "Stato della Città del Vaticano" è rappresentato dalla "Santa Sede" in virtù dell'articolo 3 del Trattato del Laterano. Trattato che - con il già citato articolo 11 - assicura agli enti centrali della Chiesa cattolica - e quindi anche alla Banca centrale, sempre lo IOR (IOR,) - l'esenzione da "ogni ingerenza da parte dello Stato italiano",
 
Per chiamare le cose con il loro nome siamo di fronte ad una "potenziale" centrale per il riciclaggio di denaro ed operazioni finanziarie sporche nel cuore dell'Europa? Con le istituzioni europee che non si occupano di prevenire non già l'impensabile ma quanto già accaduto in passato, impegnate a fare uno sconto ingiustificato e ad avere una disattenzione ingiustificabile. Istituzioni europee, con la Commissione in primo piano, che nel migliore dei casi forse sono abbagliate dal fatto che lo IOR si presenta come un ente dedito alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili ed immobili destinati ad opere religiose.
Forse.
Ed è su questo Forse che, in tempi non remoti, capiremo a chi e a cosa serve questa architettura diabolica.
Fonte: www.virusilgiornaleonline.com

Dopo questo piccolo preambolo,
di recente il papa ha esordito dicendo con fermezza di “non personalizzare la fede con il  fai da te”; ovvio che l’interesse “monodose”, cioè il tentativo di essere sempre più potenti e soli al mondo per avere più denaro e potere politico, è eclatante!

Riguardo quest’ultima questione si potrebbe prendere esempio riproponendo un episodio apparso in rete, (riguarda i“testimoni di geova”, uno dei tanti movimenti religiosi che la chiesa cattolica definisce “SETTA”) con titolo:

"Ho pagato con la perdita della salute la mia adesione ai TdG"
Raffaele è un giovane trentacinquenne, non sposato. È figlio unico e vive ancora con i suoi genitori. Ha conseguito una laurea in Lettere ed una in Filosofia, ma attualmente non esercita alcun tipo di professione.
Ha fatto parte dei TdG per 10 anni ricoprendo il ruolo di Proclamatore. Rivisita in un lungo monologo, interrotto da molti scarichi analogici, i momenti essenziali della propria esperienza come TdG, evidenziando quei dati che, secondo lui, gli hanno provocato il disagio che vive attualmente.
All'età di 15 anni conosce un simpatico signore di circa 65 anni che abita nel quartiere in cui Raffaele gioca a pallone con i suoi amici. Questo signore, TdG, suscita il suo interesse per tre motivi:
Innanzitutto gli si rivolge dandogli del «lei» nonostante la sua giovane età;
Gli mostra il nome di Dio sulla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, sostenendo che tutte le altre Bibbie lo sostituiscono con il termine Signore;
Gli assicura, per ultimo, che mentre della Chiesa Cattolica fanno parte anche i cristiani non puri, fra i TdG ciò non accade. «A noi non sfugge niente! » disse.
Raffaele viene invitato a frequentare la Sala del Regno. Riesce ad andarci qualche volta, ma subito suo padre glielo impedisce. Quell'ordine, quella precisione, quel particolare modo di accogliere gli estranei, proprio dei TdG però, fanno breccia nel cuore di un giovane abituato a un certo rigore.
Dopo qualche tempo ha l'occasione di riparlare con un TdG e ritorna a frequentare le adunanze. Nuovamente viene colpito dalla premurosa accoglienza che i TdG gli mostrano. «Tutti mi salutavano e avevano premura nei miei confronti e per un figlio unico, cresciuto con una solitudine accentuata, era veramente tanto» riferisce.
Vivere in questo clima ovattato gli procura inizialmente molta soddisfazione. «Tutto cominciò ad andare per il verso giusto, a scuola prima avevo problemi un po’ con alcune materie, quando ero Testimone di Geova tutto andò bene. Ero più allegro anche in casa e i miei genitori notarono questo cambiamento - sostiene Raffaele -. Una volta testimone di Geova diventai letteralmente, non lo dico in senso negativo in questo caso, una pecora... nel senso di Buon giorno! Buona sera! Che posso fare? Che cosa non posso fare? Ero veramente responsabile in questo senso... Cioè mi avevano messo in riga senza che io me n’ero accorto, ma io lo volevo, questa è la cosa più importante... io lo volevo, volevo essere messo in riga, non nel senso di ordine, volevo stare in un posto dove finalmente ci si riunisce per parlare solo ed esclusivamente di Dio. Non ne potevo più di ciò che vedevo io all'epoca in giro. Volevo stare veramente con gente che diceva di conoscere la Bibbia, la conosceva e l'applicava».
In occasione dell'inaugurazione di una Sala del Regno riesce a convincere suo padre ad accompagnarlo, promettendogli che se quell'ambiente non fosse stato di suo gradimento non lo avrebbe più frequentato. Da quel giorno anche suo padre comincia a frequentare le adunanze dei TdG e giunge al battesimo due anni dopo di Raffaele.
Finalmente Raffaele sente di aver raggiunto ciò che desidera: ordine, silenzio e tranquillità. Ma questo clima idilliaco viene sconvolto quando comincia a rendersi conto che la vita fra i TdG non è sempre perfetta. Assiste infatti ad una bega fra alcuni anziani della Congregazione di cui fa parte. Quindi quel mondo così tranquillo possedeva un tarlo.
Successivamente nota che quei modi calorosi propri dei TdG nella fase di accoglienza, si trasformano in un atteggiamento di rifiuto per chi se ne va: «È un sintomo di lieve fastidio o angoscia, a che cosa mi riferisco?…Al fatto di non poter salutare gente dissociata. Cominciai per la prima volta a notare che cosa si provava guardando una persona con cui parlavi e hai parlato fino a un giorno prima, e che non potevi salutare, in base alla Scrittura della 2° lettera di Giovanni che diceva che chiunque va avanti e non porta l'insegnamento che ha ricevuto non deve meritare più il saluto. Ecco quel sorriso che diventava rifiuto mentale della persona che se ne andava».
Tali piccole crisi vengono superate perché è ancora forte la convinzione di far parte dell'unica, vera, santa e approvata Organizzazione di Dio.
Dovendo trovare una valvola di sfogo a tutte le imposizioni del gruppo, comincia a comportarsi in modo reattivo: «Il mio comportamento cominciò a farsi esuberante, perché chiaramente io potevo paragonarmi ad una pentola a pressione che non veniva mai aperta. Cominciai a questo punto a sfogarmi in un'altra direzione, cominciai ad esempio a difendere, nel senso che andavano capiti, i drogati, gli omosessuali, gli infelici. Finché parlavi di infelici, al limite potevi essere capito, quando parlavi di drogati e di omosessuali i Testimoni di Geova si scatenavano. C'era un odio feroce, un odio puro, specialmente contro quest’ultima categoria».
Ma il timore di abbandonare l'Organizzazione di Dio, che offre tutto ciò di cui un uomo ha bisogno, e di ritrovarsi nuovamente sperduto e solo, gli fa ancora chiudere gli occhi e accettare tutto incondizionatamente. In conformità con i principi di neutralità proposti dalla Società Watch Tower decide di non svolgere il servizio militare e di andare, invece, in carcere.
Durante il periodo di reclusione ha modo di riflettere sulla sua vita sue scelte. All'uscita dal carcere, tronca la relazione instaurata in precedenza con una ragazza TdG subendone un trauma. Qualcosa comincia a cambiare in Raffaele. Si sente sempre più stretto nella morsa delle regole. Vive un rapporto tormentato con un Dio sempre presente e pronto a punire tutti i trasgressori.
Dopo un diverbio con gli Anziani della sua Congregazione, perché Raffaele aveva preso le difese di un omosessuale, viene processato e infine espulso. «Dissi: Sentite, se non dà fastidio possiamo tenerlo nella Sala, non è battezzato... comunque può venire! Purtroppo lo difesi a spada tratta, e loro rivoltarono la matassa e dissero: “Chi difende queste persone è come loro!...". A quel punto io per dispetto risposi: “E se lo fossi, che vi interessa?". Non potevo rispondere così!... Non dovevo permettervi di rispondere una cosa del genere. Loro presero la palla al balzo...e letteralmente fui umiliato, fui trattato come un perfetto imbecille… ma che dico imbecille? Non esistevo più, tutte le volte che tentavo di parlare… ”Qui non siamo all'Università!... Qui non siamo ad una conferenza stampa... Qui siamo davanti all'Organizzazione!.. O tu rispondi in base a quello che sai o tutto ciò che dici noi non lo teniamo minimamente in considerazione!"
Attraversa un periodo estremamente critico, una generica sofferenza lo imprigiona e lo ostacola nella conduzione della sua quotidianità. Sviluppa, quindi, un quadro di marca nevrotica con sintomi ossessivo-compulsivi. «Cominciavo per esempio a uscire sempre col piede sinistro - riferisce - poi se dovevo toccare una cosa la toccavo 6-7 volte. Non salivo sul tram numero 17». Vive una situazione di disagio e di sofferenza che lo porta a eccedere nell'uso dell'alcool.
Ricorda le parole continuamente ripetute in Sala («Dove andrete fuori di qua?») e sprofonda nei sensi di colpa per aver abbandonato quella organizzazione. «Dal punto di vista spirituale ero solo, solo e diverse volte ho pensato al suicidio» sostiene Raffaele.
Si allontana per un po’ dalla religione diventando ateo fino a quando, nel '91 ricomincia a frequentare il gruppo su invito della Congregazione: «Io stavo rientrando di nuovo nel ‘91. In quell'anno fui invitato di nuovo perché il CD pubblicò una circolare interna e anche pubblica in cui si diceva che i fuoriusciti che non avevano parlato male dei Testimoni di Geova potevano essere reintegrati. Chi parla è chiamato apostata. I Testimoni di Geova ce l'hanno con gli apostati... sono quelli che scoprono le loro magagne bibliche... e loro non permettono di parlare. Difatti l'imposizione di non parlare è un trucco vero e proprio, perché è un sistema di difesa... Loro non permettono che qualcuno possa scalfire sia pur di poco la loro parola».
Nello stesso periodo acquista un libro in cui venivano menzionati i passi biblici falsificati dalla Società Watch Tower. Quando Raffaele si rende conto che molti passi biblici erano stati effettivamente modificati, decide definitivamente di allontanarsi dai TdG: « Quando mi accorsi che i passi erano cambiati, opportunamente cambiati, ebbi come un'illuminazione... dissi Dio, a chi mi sono dato io? Scoprirlo mi fece stare ancora più male». Dopo qualche tempo Raffaele è entrato nella Chiesa Cattolica.

Fonte: disfellowshipped.org

Che bello! Avete capito?
Si tratta di un' esperienza che, se pur negativa, ha il suo lieto fine: “è entrato nella chiesa cattolica”; insomma si esce da una porta per entrare in un'altra che indirizza sempre nello stesso punto: chiesa cattolica apostolica romana…
Basterebbe vendere 1/3 del patrimonio artistico di proprietà del vaticano per debellare la povertà nel pianeta
ma la povertà e Dio possono attendere…
Il monolocale del papa...
Chi difende Dio?
-Io!!! Ma che devo fare?- disse quello –quasi nulla: studia la parola del signore, diventa teologo, poi sacerdote e vendi il tuo verbo in cambio di denaro; è un ottimo sistema e ci cascano in tantissimi. Poi, di fronte alla morte tutti hanno timore e… vedrai che crederanno all’onnipotente. Studia caro, studia.
Dio può attendere e sa difendersi da solo
- disse l’altro.

Gentleman (Morris)

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