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Il
12/13 giugno 2005, oltre che al referendum statale sulla fecondazione
assistita,
si terrà in Sardegna il referendum regionale per l'abrogazione
della legge regionale n°8/2001 che consente l'importazione in
Sardegna di scorie tossiche
qualificandole come materie prime.
In questo modo, con la scusa di ulteriori lavorazioni anche di
impercettibili quantità le scorie vengono fatte passare per materie prime
e aggirando le normative Europee che impongono una documentazione
sull'origine, il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti tossici,
si smaltiscono in Sardegna scorie che nessuno al mondo vuole.
Queste scorie lasciano nella nostra terra MILIONI di tonnellate di
residui tossici con il loro contenuto di metalli pesanti e forse anche
radioattivi, estremamente nocivi per il territorio e per gli esseri
viventi, dei quali possono modificare anche il DNA.
Tutto ciò è incompatibile con il nostro popolo e con il nostro territorio,
stravolgerà il giusto rapporto che la civiltà sarda ha stabilito con il
proprio habitat e non può essere ulteriormente tollerato.
Votando si viene abrogata la legge regionale n. 8/2001 e ripristinato il
comma 19 dell'art. 6 della Legge Regionale 24 aprile 2001 n. 6, recante
norme in tema di rifiuti speciali, che cita: " E'
fatto divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire,
nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificabili di origine
extraregionale".
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Tratto da il quotidiano "La Nuova Sardegna"(martedì 24
maggio 2005):
Il sinistro di Riva
contro tutte le scorie
"Un referendum contro le scorie. Ma stiamo scherzando?
davvero dobbiamo esprimere un voto per una cosa normale e scontata.
Davvero dobbiamo ricordare che non vogliamo veleni, che questa terra non
deve chiedere a nessuno per decidere il suo futuro, per difendere i suoi
diritti?"
Non sono parole di un leader indipendentista o di un non global. Il
pensiero anti nucleare e antiscorie, di qualunque tipo siano, è Gigi Riva,
da Leggiuno, sardo nel cuore e nel cuore dei sardi. Rombodituono era uno
che spaventava i portieri con bordate terrificanti, l'uomo con la faccia
nuragica diventato simbolo dell'orgoglio di un'isola per un impresa
sportiva irripetibile non è uno che interviene a vanvera. Oggi le sue
bordate sono dedicate ad una battaglia civile, che ha mobilitato la
Sardegna e ha scosso le coscienze. A tre settimane dal referendum in
programma il 12 giugno, il fronte del no alle scorie trova uno
straordinario alleato, un testimonial credibile. Non si conoscono i
contrari, ma sappiamo che Rombodituono ha già pronto il suo sinistro
micidiale.
(Giornalista: Francesco Pinna)
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